Nell’attuale situazione di emergenza dovuta al COVID-19 pare che tutto sia passato in secondo o terzo piano. “Pare” perchè in realtà c’è chi di altro si occupa e chi ha fatto di quell’ “altro” il proprio motivo di vita, personale e lavorativo.
Paolo Caruso, presidente della Cooperativa sociale “Tutto a metà”, persona ben nota in città per essersi sempre dedicato al sociale ed alle persone più deboli, oggi, lancia un appello che spera non resti inascoltato. L’appello riguarda l’attenzione, venuta a scemare purtroppo, nei confronti di bambini e ragazzi costretti a restare a casa….in quella casa che per loro è una vera e proria prigione e non un luogo di riparo ed affetto….
“quello che in questo momento avviene per i bambini, è un olocausto silenzioso. Centinaia di bambini muoiono, non fisicamente, ma nell’anima e tutto questo avviene senza che l’Italia se ne renda conto. In questo momento di Coronavirus, penso a tutti quei piccoli che per scappare a violenze domestiche di ogni genere, da quella fisica a quella psicologica, a quella della diseducazione, aspettavano di andare a scuola e di vivere i momenti pomeridiani nei centri diurni, negli oratori, nei centri minori. Bambini che in questo momento stanno piangendo lacrime amare in casa. A loro il mio pensiero. Per loro lo Stato deve muoversi e trovare i fondi per finanziare interventi che li aiutino e li rendano liberi, che gli diano un’altra opportunità ed una Speranza concreta” queste le parole di Paolo Caruso