Chiunque sia stato uno studente universitario, o lo sia tuttora, potrà capire ciò di cui parlo. Diversi anni fa ho partecipato ai test d’ammissione per accedere alla facoltà di Filosofia dell’Università di Catania. Sin da quando ho visto il mio nome sulla lista degli ammessi ho iniziato a immaginare il giorno in cui mi sarei laureata. Quale studente non lo ha mai fatto? Essere uno studente universitario è davvero dura: bisogna trasferirsi in un’altra città, seguire le lezioni e studiare tanto. Per tutto questo sono necessari molti soldi. Dove trovare la forza di non mollare quando il gioco si fa duro? Ogni automobile ha bisogno di benzina per muoversi, così anche la nostra forza di volontà necessita di un dolce nettare che possa nutrire i nostri sogni e le nostre speranze. Laurearsi significa aver superato un livello del grande videogioco che è la vita. Fatto questo possiamo iniziare a lavorare e progettare un futuro indipendente. L’uomo ha bisogno di immaginare e progettare, ed è l’unico essere vivente in grado di farlo. Ciò è una facoltà che ci rende superiori o è un bisogno che ci rende manchevoli e inferiori? Ad ogni modo, questo giorno è finalmente arrivato e… laurearsi non è entusiasmante come immaginarlo! Konstantinos P. Kavafis in “Ithaca” scrive: «when you leave for Ithaca, may your journey be long and full of adventures and knowledge». Questo significa che il bello della vita non è la meta finale, ma il viaggio che compiamo per arrivarci. Avevo immaginato il giorno della mia laurea così tante volte e ora che è finalmente arrivato ho capito quanto sia stato bello il percorso. Noi uomini abbia occhiali speciali per vedere la vita, usiamoli.

Una studentessa universitaria X

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